E’
questo l’eterno dilemma quando si parla di moto (e anche
di auto) d’epoca. Cos’e meglio? Un mezzo fresco fresco
di verniciatura e ricromatura, con tutte le guarnizioni
sostituite (magari con materiale replicato fedelmente, ma
pur sempre replicato) oppure un mezzo su cui la patina del
tempo invece di creare danni ha contribuito a rendere
ancor più esclusiva e vera la moto dei nostri sogni?
Queste due scuole di pensiero si confrontano e si
fronteggiano praticamente da quando si è cominciato a
considerare i veicoli non solo come “vecchi” mezzi di
trasporto ma come qualcosa meritevole di attenzione. E le
ragioni di ciascuna scuola di pensiero sono nobili e allo
stesso tempo confutabili. Sta a Voi scegliere. Se vi
affascina di più un Falcone rosso fuoco e tutto cromato,
come se fosse uscito appena ieri dagli stabilimenti di
Mandello del Lario oppure se siete più attratti da una
moto meno lustra, magari un tantinello ruggine e opaca ma
su cui nessun essere umano è intervenuto se non per
sostituire qualche pezzo minore che si è usurato nel
tempo...
Girate
per qualche mercatino... e lasciatevi trasportare.
Lasciate che i sentimenti salgano dal vostro cuore o dal
vostro stomaco ed analizzate se vi coinvolge di più il
mezzo lustro con tutte le decalcomanie nuove o quello più
vissuto in cui spesso alcuni particolari vanno
“intuiti” sotto le pieghe del tempo. Dopo questo
rapido e piacevole giochetto scoprirete se fate parte
della schiera dei “conservatori” o dei
“restauranti”...
Ovviamente
se il gioco non vi coinvolge evidentemente siete più
attratti dall’ultimissima novità nella vetrina del
concessionario piuttosto che da una vecchia moto... ma
probabilmente se siete arrivati a leggere sin qui è perchè
anche in voi alberga da qualche parte il pericolosissimo
germe del robivecchi...
UN
MONDO A PARTE: LE MOTO DA COMPETIZIONE
Se
è difficile individuare delle regole per il mercato delle
moto d’epoca, pensate a quali umori particolari può
sottostare il mercato delle “moto da corsa”...
Ci
troviamo infatti di fronte a una serie di parametri che
spesso esulano da quanto riguarda il mercato del
collezionismo d’epoca tout-court. Il fatto che QUELLA
moto ha partecipato a QUELLA GARA con QUEL determinato
pilota può far aumentare vertiginosamente le quotazioni
di un modello altresì considerato “popolare”. A tutto
ciò si aggiunga la difficoltà a trovare documentazione
in merito agli esemplari da competizione. Questi veri e
propri “cavalli di battaglia” spesso nascevano nei
famosi “reparti esperienze” in cui i “creativi”
(nel senso di veri e propri creatori di pezzi spesso
unici) avevano molta libertà e un pò meno vincoli
burocratici rispetto agli altri reparti della produzione.
Per cui risulta complicato avere informazioni certe sulla
nascita della moto. Moto che poi veniva spesso e
volentieri trasformata, rielaborata e rivista ad ogni
passaggio di mano sino a giungere ai giorni nostri...
Infine
un fenomeno sempre più in voga. Vista la scarsità di
documenti ufficiali o solo ufficiosi, questo è un terreno
molto fertile per i “replicanti”. Negli anni passati
spesso le moto da competizione erano derivate dalla serie,
perlomeno a livello telaio e motore. Ed ecco che in tanti
si sono messi a trasformare delle stradali Gilera Saturno
in “Piuma” o “Sanremo” spesso sfruttando anche la
poca conoscenza dei danarosi acquirenti. E talvolta le
moto sono state replicate ex-novo partendo da pochi
particolari (spesso secondari) della “vera” moto da
competizione. E per qualcuno onesto che “firma” le
proprie repliche con nome, cognome e tanto ci
certificazione di “replica fedele” c’è qualcuno che
ci marcia e le vende come originali...
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